Mese missionario

Eccomi, manda me!”: così risuona il motto dell’Ottobre missionario mondiale di quest’anno, che si pone sulla scia del Mese Missionario Straordinario che abbiamo celebrato nel 2019. Il tema “Battezzati e Inviati”, che mirava a far riscoprire l’universalità della vocazione missionaria, avrà il suo sviluppo nel tema di quest’anno: ogni battezzato è chiamato a far conoscere la bontà, la misericordia e l’amore di Dio per tutti gli uomini, prima di tutto attraverso un atteggiamento di accoglienza e uno stile di vita basato sulla “fraternità”. Uno  stile che ci mette in piena sintonia con quanto la nostra Chiesa diocesana ci invita a vivere in questo tempo di fragilità coltivando uno sguardo di comprensione, ascolto, vicinanza e tenerezza. In questo percorso di riscoperta della “fraternità” non ci mancherà certamente l’ispirazione che ci viene dall’esperienza e dalla testimonianza dei missionari che vivono la fraternità cristiana in mezzo a popoli e culture estremamente lontane e differenti e che chiedono di ampliare lo sguardo della carità al mondo intero.

In allegato il messaggio di Papa Francesco per il mese missionario.

Per ulteriori approfondimenti, cliccare queesto link http://www.centromissionario.diocesipadova.it/ottobre-missionario-2020/

Stefano Callegaro

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Sante Messe Feriali

Dopo essere state interrotte per l'uscita di Don Luciano dalla nostra comunità, a partire da lunedì 28 settembre, riprenderanno regolarmente le Sante Messe feriali con inizio alle ore 18:00.
A breve, riprenderà il suo normale svolgimento anche il "Bollettino Parrocchiale" nel quale sarà inserito anche il numero di cellulare di Don Lodovico per chi avesse bisogno di contattarlo.

Stefano Callegaro

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Lettera di saluto da Don Lodovico a tutta Bovolenta

Di seguito la lettera di saluto che Don Lodovico ha scritto per la sua Santa Messa d'insediamento nella nostra comunità.

Una sera dello scorso luglio sono venuto a Bovolenta. In incognito. In realtà non è stato difficile mantenere l’anonimato, dato che nessuno mi conosceva e, per di più, c’era l’obbligo di portare la mascherina.

Avevo visto su internet che si teneva una serata dal titolo: “Alla riscoperta dell’antico castello di Bovolenta”. Subito mi sono detto: “Perché non approfittarne per conoscere una pagina di storia della mia nuova comunità?”

E così son venuto a sapere che il castello era stato costruito dal libero Comune di Padova dopo la Pace di Costanza del 1183, per un verso per difendere il territorio comunale dalla Repubblica di Venezia, per l’altro per controllare i corsi d’acqua che permettevano alla Città e alla zona dei Colli Euganei di commerciare con Chioggia e di conseguenza con l’Adriatico.

Devo dire che è stata una piacevolissima serata, anche dal punto di vista climatico, dato il caldo afoso del periodo.

    L’episodio mi è tornato alla memoria quando ho provato a pensare al saluto che ora vi sto rivolgendo.

Certamente il vescovo Claudio non ha le pretese militari dell’antico Comune di Padova riguardo al territorio della Diocesi, però delle attese, anzi delle grandi aspettative sulle comunità parrocchiali le ha sicuramente. Ogni comunità cristiana infatti è costituita non solo per dare ai fedeli che vivono in quella zona l’opportunità di incontrarsi e celebrare la propria fede ma, anche e soprattutto, per essere testimoni del Vangelo della Carità e della Misericordia in quel determinato contesto sociale.

Tranquilli: non dobbiamo né ricostruire il castello, né armarci per difenderci da qualcuno, ma è certo che una lotta, anche impegnativa, da un certo punto di vista, dobbiamo ingaggiarla per vincere l’egoismo che ci assedia, l’anonimato che ci isola e ci toglie le forze, il pregiudizio che ci mette l’uno contro l’altro, il pessimismo che ci fa pensare di essere l’ultima generazione cristiana…

Qualsiasi iniziativa vorremo prendere andrà bene a patto che sia inclusiva: se cioè ci aprirà al dialogo con la Comunità civile e tutte le sue componenti senza perdere di vista la nostra originalità cristiana, anzi offrendo a tutti la possibilità di riscoprire come proprio i valori evangelici siano quei pezzi di vita di cui sempre più spesso si avverte la mancanza nel nostro contesto sociale.

    Questa di oggi è la quinta volta che prendo in carico una comunità cristiana come parroco, ma è la prima che mi trova ad essere accompagnato di persona dal mio Vescovo.

Lo ringrazio di cuore per questa attenzione e penso di interpretare in questo momento i sentimenti di stima e di affetto che sicuramente tutti voi avete nei suoi confronti.

Vorrei però non ci sfuggisse il vero motivo del suo essere qui oggi. Il vescovo è presenza di Gesù, pastore e guida delle nostre anime, che oggi in modo del tutto speciale è venuto per incoraggiarci e invitarci a riprendere con fiducia il nostro cammino.

La lunga storia della comunità di Bovolenta (come raccontava il prof. Grandis nella serata sul castello) è per tutti noi certamente occasione di vanto e di orgoglio per il passato che ci sta alle spalle. Non è però assolutamente garanzia o assicurazione sul futuro.

Ed ecco allora il vero motivo della presenza del vescovo: ricordarci che siamo parte di una Chiesa più grande della nostra parrocchia, siamo parte di una Comunità Diocesana che è un organismo, un corpo nel quale nessun membro è indipendente o autonomo rispetto agli altri e il vescovo che è -per così dire- il vero e unico parroco della Diocesi, ha proprio la funzione di vigilare perché nessuno si senta escluso, dimenticato, trascurato.

Ma questo sarà possibile solo se sapremo rispondere generosamente ai suoi inviti a collaborare, consolidando le relazioni con le altre comunità del Vicariato del Conselvano: se aiuteremo dove ne avremo la disponibilità e accetteremo di essere aiutati quando faremo fatica a camminare da soli.

Se, all’interno di un territorio circoscritto com’è quello di Bovolenta, balza all’occhio la concordia e la vivacità della sua comunità cristiana, provate ad immaginare cosa possa significare, nel territorio di un Vicariato esteso come il nostro, il fatto che tante le parrocchie si sentano unite e solidali tra loro e camminino in sintonia con tutta la Diocesi di Padova.

Concludo facendo a me e a voi l’appello di avere tanta pazienza. Sono consapevole della quasi nulla conoscenza che ho di questa Comunità che mi è affidata, come pure della poca conoscenza che voi avete di me.

Ma proprio qui sta la grande opportunità: conosciamoci! Diamoci occasioni e tempo per conoscerci e stare insieme! Mi rendo conto di entrare a far parte di una comunità cristiana che ha una sua bella e ricca tradizione. Questo mi e ci chiede di dare il nostro apporto per aggiungere un nuovo tassello ad una storia che ora riprende, andando avanti insieme.

Maria SS, S. Agostino vescovo e S. Gabriele ci benedicano e accompagnino i nostri passi.

Stefano Callegaro

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Lettera di saluto a Don Lodovico da parte del CPP

Don Lodovico, entrato nella nostra comunità Sabato 26 settembre 2020, è stato accolto dalla comunità parrocchiale. A raccogliere i sentimenti e le intenzioni della comunità tutta, il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha dato il benvenuto a Don Lodovico con le seguenti parole, disponibili anche in PDF nell'allegato.

Caro Padre vescovo Claudio, e voi sacerdoti, autorità, familiari e amici di Don Lodovico, e a voi tutti, a nome della Comunità Parrocchiale di Bovolenta, grazie della vostra presenza fra noi in questo giorno di festa!

Due settimane fa abbiamo salutato Don Luciano, nostro parroco per 18 anni, e lo ringraziamo nuovamente per quanto fatto tra noi e per noi.   

Ed ora siamo qui riuniti attorno all’altare per innalzare la nostra comune preghiera di ringraziamento per il dono del nuovo Pastore che la Provvidenza, attraverso Lei, Eccellenza, ha donato alla nostra comunità.                             

E’ con gioia che accogliamo te, Don Lodovico, come nostro nuovo parroco.

Ti ringraziamo per aver adempiuto al voto di obbedienza che ti porterà a svolgere il tuo ministero nella nostra Comunità e ti diciamo … benvenuto fra noi!

Eccoti la nostra comunità, fatta di famiglie da incontrare e fedeli da conoscere ad uno ad uno.

Bambini e giovani attivi e vivaci, madri e padri impegnati e tesi a causa delle preoccupazioni quotidiane, troppo spesso tendenti all’isolamento. Ci sono malati che cercano conforto, ci sono persone che hanno bisogno di una scintilla per far divampare una fede che sembra sopita, che aspettano sempre testimoni credibili, fedeli e sinceri.

Trovi anche una comunità pronta a proseguire il cammino con te, nuovo compagno di viaggio e nuova guida, certi che nel tuo ministero sarai sempre ispirato all’immagine del Buon Pastore. Trovi una comunità attenta e consapevole della missionarietà della Chiesa e desiderosa di procedere nella crescita del proprio cammino spirituale.

Don Lodovico, per questo, abbiamo ancora bisogno di qualcuno che continui a parlarci di Dio, mostrandoci, con l’esempio, l’invio pasquale “andate ed annunciate a tutti la gioia del Cristo Risorto”, invio che Gesù ci spiega nella parabola del seminatore. Gesù ci fa sì notare l’importanza del terreno su cui cadono i semi, ma anche l’importanza che il seminatore non si stanchi mai di seminare, anche di fronte alla sfida di terreni apparentemente poco fertili.

Abbiamo bisogno della tua preghiera, della tua guida e del tuo aiuto per indirizzare i nostri cammini. In modo particolare i cammini di catechesi per bambini ed adulti, dell’ ACR e dei giovani, che sono il futuro della Chiesa.

Per te sarà un impegno lungo e faticoso, ma ci impegniamo a lavorare insieme con te, giorno dopo giorno.

Al tuo fianco troverai gruppi di persone che continueranno ad impegnarsi negli ambiti di catechesi e formazione, di servizio e di partecipazione.

Ci auguriamo che, con il tuo arrivo, dalla comunità che ora ci sta ascoltando, e da chi verrà a conoscerti, si avvicinino nuove persone disposte a mettersi in gioco con i loro talenti.

Ancora una volta: Benvenuto Don Lodovico! Che i nostri patroni Sant’Agostino e San Gabriele dell’Addolorata possano intercedere e aiutarti, insieme con tutti noi, a far crescere questa comunità.

Ti assicuriamo la nostra preghiera

Stefano Callegaro

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Lettera di saluto a Don Lodovico da parte del Sindaco

Don Lodovico, entrato nella nostra comunità Sabato 26 settembre 2020, è stato accolto dalla comunità civile, rappresentata dal Sindaco di Bovolenta Anna Pittarello.

Al Vescovo di Padova, Claudio Cipolla, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, l'amministrazione comunale, a nome del paese tutto, ha donato una cesta contenente i frutti della terra e del lavoro dei cittadini di Bovolenta.

Di seguito le parole di saluto del Sindavo a Don Lodovico e al Vescovo di Padova.

L’Amministrazione Comunale di Bovolenta da il benvenuto a Don Claudio Cipolla, Vescovo di Padova e ringrazia per la sua sollecitudine pastorale dimostrata per la Comunità di Bovolenta.

In questi anni ho avuto l’occasione di incontrarla più volte apprezzando il Suo desiderio di stare tra la gente mettendosi in ascolto del prossimo. Averla in mezzo a Noi oggi è segno della Sua volontà di essere presenza desiderosa di portare l’abbraccio della Diocesi alla Nostra Parrocchia.

Accogliamo con gioia Don Lodovico Casaro, il nuovo Parroco, e lo ringraziamo per il dono del suo “SI“ a voler percorrere assieme a Noi un pezzo di strada.

Don Lodovico, sono certa che non potrai non amare Bovolenta; fisicamente attraversata da corsi d’acqua, vede scorrere nella sua gente quella sana irrequietezza che rende vivo e fecondo il Paese.

Certo, anche Bovolenta sta conoscendo il mutamento sociale in corso ed il cambiamento nel modo di vivere la fede, ma la figura del Parroco rimane un indispensabile punto di riferimento. Un punto di riferimento che accompagna la Comunità non solo nei giorni di festa ma soprattutto nel quotidiano delle nostre famiglie.

Per questo motivo, Don Lodovico, confidando Lei possa fin da subito sentirsi accolto, partecipe e guida, le auguriamo di essere come “albero piantato lungo corsi d’acqua che darà frutto a suo tempo”, capace di portare a termine ogni sua opera.

Rinnovando il Mio saluto a Don Claudio e Don Lodovico, voglio oggi, da poco rieletta Prima Cittadina di Bovolenta, rafforzare l’impegno per una collaborazione, mai venuta meno, tra Amministrazione Comunale e la Parrocchia, perché guardando entrambe nella stessa direzione, guardando al bene delle persone, possiamo camminare assieme.

Il Sindaco

Anna Pittarello

Stefano Callegaro

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Ripresa delle celebrazioni

Le riprese delle celebrazioni, come da indicazioni, dovranno seguire delle regole per limitare il contatto tra le persone.

Di seguito alcuni comportamenti da adottare:

  1. L’accesso è consentito solo se muniti di MASCHERINA, si consiglia l’uso dei guanti.
  2. Non entrare con temperatura superiore a 37.5° o se hai sintomi influenzali o se sei stato a contatto con infetti COVID19
  3. Igienizza le mani
  4. Mantieni la distanza di 1 metro in tutte le direzioni.
  5. Non fare assembramenti né in chiesa né negli ambienti vicini
  6. Il numero di posti massimo in chiesa è 120, si consiglia quindi di recarsi per tempo in chiesa in modo da poter scegliere il posto e garantire un‘entrata fluida. I posti dove è possibile sedersi saranno segnalati all’ingresso della chiesa attraverso un cartello.
  7. All’ingresso saranno presenti dei volontari per vigilare che tutti rispettino le regole qui sopra riportate
  8. Nei banchi non saranno presenti i libretti dei canti e i foglietti della messa, quest’ultimi saranno messi a disposizione di tutti all’ingresso.  Il foglietto che viene preso deve essere portato a casa e non lasciato sui banchi.
  9. Le porte della chiesa saranno sempre aperte
  10. Il volontario alla raccolta delle offerte dovrà indossare mascherina e guanti. Assicurarsi di lasciar cadere l’offerta facendo attenzione a non entrare in contatto con il cesto
  11. I volontari alle letture/preghiere dei fedeli, o chiunque salga sopra l’altare, devono indossare i guanti o igienizzare le mani prima di salire
  12. Si ometterà il segno della pace
  13. Per la Comunione si procederà con una fila unica, facendo attenzione a mantenere la distanza di minimo 1 metro. La Comunione va ricevuta solo in mano. A discrezione propria scegliere tra l’indossare i guanti o l’igienizzarsi le mani.
  14. Per l’uscita assicurarsi di mantenere le distanze, non ci si ferma sul piazzale, specialmente di fronte all’ingresso.

Stefano Callegaro

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