Mese missionario

Stefano Callegaro

Eccomi, manda me!”: così risuona il motto dell’Ottobre missionario mondiale di quest’anno, che si pone sulla scia del Mese Missionario Straordinario che abbiamo celebrato nel 2019. Il tema “Battezzati e Inviati”, che mirava a far riscoprire l’universalità della vocazione missionaria, avrà il suo sviluppo nel tema di quest’anno: ogni battezzato è chiamato a far conoscere la bontà, la misericordia e l’amore di Dio per tutti gli uomini, prima di tutto attraverso un atteggiamento di accoglienza e uno stile di vita basato sulla “fraternità”. Uno  stile che ci mette in piena sintonia con quanto la nostra Chiesa diocesana ci invita a vivere in questo tempo di fragilità coltivando uno sguardo di comprensione, ascolto, vicinanza e tenerezza. In questo percorso di riscoperta della “fraternità” non ci mancherà certamente l’ispirazione che ci viene dall’esperienza e dalla testimonianza dei missionari che vivono la fraternità cristiana in mezzo a popoli e culture estremamente lontane e differenti e che chiedono di ampliare lo sguardo della carità al mondo intero.

In allegato il messaggio di Papa Francesco per il mese missionario.

Per ulteriori approfondimenti, cliccare queesto link http://www.centromissionario.diocesipadova.it/ottobre-missionario-2020/

Scritto da Stefano Callegaro

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Indicazioni Nuovo Messale

Il nuovo Messale arriva dopo la sospensione delle celebrazioni pubbliche a causa della pandemia.

Durante il blocco totale per il coronavirus, abbiamo sperimentato che la liturgia dà forma alla Chiesa. Lo abbiamo notato quando, celebrando in streaming, abbiamo avvertito la mancanza epidermica del popolo di Dio. Video o audio non possono trasmettere l’emozione di stare insieme a pregare per essere in Cristo. Alla scuola del Messale impariamo la comunione e l’essere comunità in cammino.

 

Quattro cambiamenti nel nuovo Messale

Le prime copie del nuovo Messale Romano in italiano voluto dalla Cei sono arrivate nelle parrocchie della Penisola dalla seconda metà di settembre. Il rinnovato libro liturgico per celebrare la Messa potrà essere usato fin da subito ma diventerà obbligatorio dal giorno di Pasqua, ossia dal 4 aprile 2021. Ecco quattro esempi di che cosa cambierà:


1. Nella preghiera del Padre Nostro non diremo più «e non ci indurre in tentazione», ma «non abbandonarci alla tentazione».

2. Inoltre, sempre nella stessa preghiera del Padre Nostro, è previsto l’inserimento di un «anche» («come anche noi li rimettiamo»).

3. Altra modifica riguarda il Gloria dove il classico «pace in terra agli uomini di buona volontà» è sostituito con il nuovo «pace in terra agli uomini, amati dal Signore».

4. Nella Preghiera eucaristica II entra la «rugiada» dello Spirito che prende il posto dell'«ef-fusione» dello Spirito. Così il sacerdote dirà: «Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito perché diventino per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore». Non più «con l'effusione del tuo Spirito».

 

Come il Messale è scuola per la comunità?

L’Eucaristia è una vera e propria scuola di vita e come tale ha un metodo, un programma e dei partecipanti. Questi ultimi sono la nostra gente, quella che frequenta la parrocchia, i movimenti, le comunità dei consacrati. Sono i giovani che vivono la maggior parte del tempo sui social; sono i piccoli e gli adolescenti che partecipano al catechismo; sono gli anziani che trovano nella parrocchia un luogo familiare. Tutti devono interiorizzare la Parola ed essere aiutati a comprendere le azioni liturgiche. Pensiamo alla gestualità liturgica che non è sempre compresa dalla maggioranza delle persone. Pensiamo alle omelie che spesso sono poco aderenti al Vangelo e alla realtà in cui viviamo. Il Messale diventa il libro per la formazione del popolo di Dio, perché ha un metodo: partecipazione, interiorizzazione e testimonianza.

 

Quanto il linguaggio non verbale (=gesti liturgici) è parte del Messale?

La celebrazione non è fatta solo di parole, ma di gesti che armoniosamente riconducono all’incontro tra Dio e la creatura. Il linguaggio non verbale non è un qualcosa di secondario nella celebrazione e la fruttuosa partecipazione implica un coinvolgimento di tutti i sensi. Attraverso i gesti liturgici entriamo nella sfera affettiva del singolo credente. La proclamazione della Parola, il canto, il silenzio, le vesti e la suppellettile rimandano all’abbraccio con il Signore. Quando non vi è una comprensione armoniosa di gesti e parole, le celebrazioni scadono nel minimalismo liturgico o nell’eccesso di rubricismo. Dovremmo interrogarci sulla qualità delle nostre celebrazioni e non tanto sui numeri dei partecipanti. Dovremmo fare un esame di coscienza su come il sacerdote aiuti il popolo a partecipare. Dovremmo chiederci se i gesti liturgici sono semplici o complicati o troppo fantasiosi per cui distraiamo i fedeli dal percepire l’unione con Cristo. Non c’è bisogno di stravolgere i riti per giungere al cuore del popolo. La via della semplicità è sempre quella vincente anche al tempo del Covid o nell’era del digitale.

Ulteriori dettagli riguardanti i cambiamenti e le motivazioni verranno dati un po' alla volta per entrare sempre più nel nuovo messale.

Stefano Callegaro

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Prima settimana di Avvento

In questa prima settimana di Avvento, nonchè prima settimana del nuovo anno liturgico, la Diocesi di Padova vuole accompagnare tutte le famiglie, in particolar modo quelle con bambini, per prepararle a un nuovo Santo Natale.

Per questo la diocesi ha preparato una piccola preghiera serale da fare in famiglia, disponibile nel PDF in allegato.

Anche questo è un modo per sentirci comunità in questi periodi di distanziamento fisico, sicuri che ci porteranno ad un Santo Natale diverso da quelli vissuti gli ultimi anni.

Stefano Callegaro

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Rinnovo abbonamenti settimanali

Sono aperte e diponibili le quote per chi volesse abbonarsi al settimanale Famiglia Cristiana per l'anno 2020/2021.

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Stefano Callegaro

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