Il coro giovani è su instagram

Sei un fan del coro giovani? Non lo sei ancora? Seguici su instagram!! 

Cerca coro giovani canta & cammina e seguici!

Stefano Callegaro

Leggi di più

Benedizione nuovo ponte

In occasione della riapertura, Mercoledì 9 Settembre alle ore 11:30, Don Luciano impartirà la benedizione al nuovo ponte,

Ricordiamo che il ponte sarà aperto nel tardo pomeriggio di Venerdì 6 Settembre.

 

Stefano Callegaro

Leggi di più

Coro Giovani: Season 2019/2020

Ti piacerebbe o vorresti provare a cantare? Conosci qualcuno che vorrebbe iniziare?

Martedì 3 Settembre ti aspettiamo in patronato per il nuovo anno del Coro Giovani.

Chi siamo? Scoprilo QUI.

Cosa facciamo? Animiamo con il canto le S.Messe più importanti dell'anno, i matrimoni  e altre ricorrenze importanti.

Per ulteriori informazioni (orari delle prove, ...) scrivici a info@parrocchiabovolenta.org

Stefano Callegaro

Leggi di più

Gita ad Asiago

Domenica 22 Settembre la comunità organizza una gita ad Asiago, un giorno tra fede, storia e natura.

  • Ritrovo ore 6:45
  • S.Messa ad Asiago ore 11
  • Ore 12:45 pranzo al sacco o al ristorante
  • ore 14:30 partenza per visita guidata al Sacrario militare e al Museo della Grande Guerra
  • ore 20:00 circa ritorno a Bovolenta

Costi:

  • 15€ adulti
  • 13€ ragazzi fino ai 13 anni
  • Per il pranzo in ristorante 20€

Iscrizioni aperte da Domenica 11 Agosto in Centro Parrocchiale.

NB: il costo potrebbe variare in base al numero di partecipanti.

Per ulteriori informazioni:

  • Daria: 328 392 7807
  • Miriam: 333 545 4493
  • Luigina: 333 112 3513

In allegato la locandina della gita

Stefano Callegaro

Leggi di più

Appuntamenti estivi!

Quest'estate gli animatori ACR ti propongono due strepitose esperienze:

  • GrEst: 22 Luglio- 4 Agosto
  • Camposcuola: 24-31 Agosto >A Dont (BL) per i ragazzi dalla 3 alla 5 elementare.  >A Ludaria di Rigolato (UD) per i ragazzi delle medie.

Inoltre c'è la possibilità per tutti i ragazzi (ma anche giovani, adulti e famiglie) di iscriversi ai camposcuola organizzati dall'AC diocesana (tutte le info sul sito www.acpadova.it). Per i ragazzi si svolgono a Camporovere, le date sono:

  • 6/8 anni 18-24 Luglio
  • 9/11 anni 12-18 Luglio
  • 12/13 anni 6-12 Luglio
  • 14enni 30 Giugno-6 Luglio

Che aspetti? Le iscrizioni sono aperte, affrettati!

E' possibile iscriversi tutti i sabati all'inizio e alla fine dell'ACR e la domenica in patronato dopo la S.Messa delle 10.30.

Tutte le informazioni si trovano nei moduli d'iscrizione, scaricabili qui sotto.

Per ulteriori chiarimenti contattare gli animatori referenti, indicati nei rispettivi moduli.

Stefano Callegaro

Leggi di più

Benedetto pullman... Lettera diocesana sui campiscuola

Ricordo l’espressione attonita e moderatamente preoccupata di mio padre e mia madre quando, nei pressi dell’ex Foro Boario (come ancora si usa chiamarlo a Padova) li salutavo attraverso i grandi finestrini del pullman, oscurati dalle grosse e puzzolenti tendine, mentre con gli altri bambini – tutti rigorosamente maschi, noi ragazzi dell’Acierre diocesana – continuavamo a gridare: «Ciao, ciao, ciao…», scuotendo le mani e ridendo fragorosamente, eccitati dal lunghissimo viaggio che ci attendeva verso le Dolomiti di Cadore per andare a “fare il camposcuola”. Dopo ore di Valsugana al gusto di gasolio, un po’ intimiditi dalle “facce nuove”, già afoni per i nuovi bans da urlare, scendevamo carichi di zaini e di valige più grandi e pesanti di noi, avvertendo all’istante l’aria delle montagne, fresca anche d’estate… Lassù, collegati solo dal numero – a quattro cifre – del telefono nero a muro con la tastiera girevole, iniziava un tempo completamente nuovo, tanto che un ragazzo di poco più di dieci anni riusciva a dimenticare la nostalgia di casa e dei genitori.

Feci molti camposcuola da bambino e da ragazzo; poi da adolescente cominciò “la moda” dei campi parrocchiali con quelli del gruppo della parrocchia. Da giovane, poi seminarista, cominciai a fare l’“animatore” – come allora si osava dire, prima che la “riforma” attribuisse l’altisonante appellativo di “educatori” – assieme ad altri giovani della parrocchia; continuavo a fare anche qualche campo diocesano (già iniziavano a diradare!): l’ultimo fu l’estate dopo l’ordinazione presbiterale…

Un camposcuola credo sia ancora capace di incantare un ragazzo, anche se l’IPhone della mamma whatsappa o suona quattro volte al giorno. Un camposcuola è ancora una sorpresa e un dono offerto alla vita e allo spirito di un adolescente di oggi: si ride fino a notte tarda ma poi al mattino si eleva la propria anima a Dio; si vuole continuare a giocare a pallone quando il pranzo è servito ma poi si impara a lavare i piatti; si nasconde la cioccolata portata da casa ma si dà un sorso d’acqua a chi, in escursione, l’ha terminata. Un camposcuola è certamente una cosa meno in voga d’un tempo ma là, come solo ancora poche altre “scuole di vita” riescono a fare, l’esistenza e la fede si incrociano. Un ragazzo tra giochi, qualche lacrima di nostalgia e qualche spintone un po’ da discolo, si trova a poter riconoscere ogni giorno la presenza di Dio. È come si aprisse uno spazio singolare in cui possono accorgersi di Dio aprendo il loro cuore, così frequentemente trascinato in contesti, scelte, relazioni e attività spesso lontane, indifferenti o – ahimè – avversi a Dio.

A chi legge, certamente innamorato di Cristo e della sua Chiesa, forse sembreranno poca cosa se non insufficienti le occasioni offerte da un camposcuola in un tempo di secolarità e di analfabetismo religioso come il nostro; ma sono convinto che per un ragazzo la preghiera del mattino e della sera, la messa sulla roccia della vetta di un monte o celebrata nella radura di un bosco, la preghiera notturna sotto la volta stellata o le “confessioni” di “metà campo”, la possibilità di avvicinare e instaurare la confidenza umana e spirituale con un uomo di Dio (il presbitero, ndr), vedere un calice da vicino o scorgere una corona del rosario tra le dita di suor Paola, sfogliare una Bibbia o osservare che don Matteo indossa le vesti liturgiche per la messa quotidiana con le cuoche… tutto ciò è una piccola ma preziosa irruzione di Dio nella vita. All’uomo secolarizzato qualche giorno tra le Dolomiti o tra i colli senesi, mentre tutto conduce al pensiero di Dio, credo sia una benedizione.

A noi, educatori, genitori, presbiteri, diaconi e religiosi il compito di condurre i cuori dei ragazzi a Dio attraverso queste singolari occasioni; è necessario liberarci però da sovrastrutture eccentriche o infantilistiche, dalla tentazione di portare – specie nelle azioni liturgiche – la spettacolarità, il gioco, la scenografia, il frastuono; è necessario non cedere alla tentazione di scelte “a effetto”, di ricercare un novum fine a se stesso, spesso inizio di quello sdrucciolevole scollamento dalla Tradizione della Chiesa che teorizza Messe “da campo”, “da ragazzi”, “alternative”, “destrutturate” e lontane da ciò cui dovremmo condurli a celebrare ogni domenica nella vita ordinaria della Chiesa: essa, con materna sapienza e concretezza, ci esorta a ricordare che la messa «deve essere compiuta nel luogo sacro, a meno che in un caso particolare (come un camposcuola, ndr) la necessità non richieda altro; nel qual caso la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso» (cfr. CJC can. 932 §1)… come a dire che in qualunque angolo del creato, a qualunque età e condizione di vita, credenti o alla ricerca di Dio, non possiamo celebrare noi stessi ma il glorioso sacrificio di Cristo Signore, immolato, sepolto e risuscitato: Alfa e Omega, principio e fine di tutte le cose e di ognuno di noi!

don Gianandrea Di Donna, direttore Ufficio diocesano per la Liturgia

Stefano Callegaro

Leggi di più