Avvento e Natale – Verso un noi sempre più grande

Lunedì 15 novembre, alle ore 20, con una diretta attraverso il canale YouTube “Diocesi di Padova”, verranno presentate le proposte diocesane di animazione per i tempi liturgici di Avvento e Natale.

Verso un noi sempre più grande è lo slogan che accompagna questo tempo forte dell’anno liturgico, e richiama il tema dell’amicizia e della fraternità sociale contenuto nell’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco.

In particolare le proposte riguarderanno:

  • L’animazione liturgica
  • La preghiera in famiglia
  • La domenica della Carità (12 dicembre).

Stefano Callegaro

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Visita Pastorale e riapertura del Centro Parrocchiale

La visita pastorale del Vescovo Claudio prevista ed annullata per Covid, è stata riprogrammata, come già comunicato da Don Lodovico, da mercoledì 10 a domenica 14 novembre.

La visita avverrà con incontri per le varie aggregazioni laicali (catechesi, liturgia, carità, giovani....) Il vescovo sarà tra noi domenica 14 per la S. Messa che, per l’occasione, sarà celebrata alle 11. Al termine della messa il vescovo benedirà il Centro Parrocchiale che sarà fe-stosamente riaperto nel pomeriggio.

In occasione della Visita Pastorale, è stata prevista la riapertura del Centro Parrocchiale alle ore 15,30 con una “castagnata”. Sarà possibile partecipare iscrivendosi sabato/domenica dopo le Messe, oppure per telefono chiamando Miriam (3335454493) o Anna (3400015254) entro mercoledì 10.

Senza prenotazione NON sarà possibile partecipare essendo in vigore le limitazioni anticovid.

In allegato la locandina

Stefano Callegaro

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Nomina di Don Giampaolo Dianin a Vescovo di Chioggia

Don Giampaolo Dianin, attuale Rettore del Seminario, è il nuovo Vescovo di Chioggia.
La notizia è stata data dal Vescovo Claudio alle ore 12 nella Sala Barbarigo del Museo diocesano, alla presenza dei vicari episcopali, dei rappresentanti del Coordinamento pastorale, degli Uffici di Curia, del Seminario e della Facoltà Teologica; delle Presidenze del Consiglio Presbiterale, Pastorale e delle Aggregazioni laicali; dei rappresentanti dei religiosi.
In allegato il profilo di don Giampaolo e la sua prima lettera rivolta alla Chiesa di Chioggia.
A lui l'augurio di tutti i giovani di Bovolenta che l'hanno ascoltato durante gli incontri della "Scuola di Preghiera" in seminario, il presbiterio e della diocesi tutta.

Stefano Callegaro

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Funerali di Don Ferdinando

Domenica 31 ottobre Don Ferdinando Bodon è tornato nella casa del Padre.

I funerali si terranno a Battaglia Terme alle ore 10 e saranno presieduti dal Vescovo Claudio e mercoledì 3 novembre alle ore 17 vi sarà la preghiera del Rosario

Don Ferdinando (17 febbraio 1932 – 31ottobre 2021) nasce a Battaglia Terme il 17 febbraio 1932.

Il 16 ottobre 1943 entra nel Seminario di Thiene, iniziando il percorso che poi lo porta al Seminario maggiore (1948) e all’ordinazione presbiterale, avvenuta il giorno 8 luglio 1957 con altri 21 compagni di strada e l’imposizione delle mani del vescovo Girolamo Bortignon.

Don Ferdinando viene subito nominato cooperatore a Bovolenta, fino a quando, nel 1964, passa con lo stesso incarico a Solesino. Nel gennaio 1970 iniziano le esperienze di parroco: prima a Dossi (attuale Comune di Borgo Veneto), poi a Fossaragna (Bovolenta, ?1978-1991?), alla fine a Vanzo (San Pietro Viminario, dal 1991 al 2001.

Nell’autunno del 2001 inizia l’incarico di cappellano presso l’ospedale di Monselice, fimo a quando, nell’ottobre 2014, riceve la nomina di assistente spirituale presso l’Opera Immacolata Concezione di Padova, Civitas Vitae Nazareth. Qui la morte lo raggiunge nelle primissime ore di domenica 31 ottobre 2021.

Stefano Callegaro

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Visione film "Uomini contro"

In occasione del centenario del milite ignoto, l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, sezione di Bovolenta, propone la visione del film "Uomini contro" di Francesco Rosi.

La proiezione del film sarà sabato 6 novembre nella sala superiore del centro parrocchiale alle ore 20:45.

L'ingresso è libero ma sarà richiesta la visione del green pass.

In allegato la locandina.

La presenza e le doverose onorificenze al milite ignoro, simbolo della libertà dell'Italia restino a memoria con le parole di Mondini Attilio, mutilato di guerra:
Se la vittoria fu della civiltà noi dovremmo essere i civili. Lo siamo? Non si esaltano i nostri grandi morti perseguitando i vivi. Pace

Stefano Callegaro

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Festività di Ognissanti

La festa di tutti i Santi il 1° novembre si diffuse nell’ Europa latina nei secoli VIII-IX. Poi si iniziò a celebrarla anche a Roma, fin dal secolo IX. Un’ unica festa per tutti i Santi, ossia per la Chiesa gloriosa, intimamente unita alla Chiesa ancora pellegrinante e sofferente sulla terra. Quella di Ognissanti è una festa di speranza: “l’ assemblea festosa dei nostri fratelli” rappresenta la parte eletta e sicuramente riuscita del popolo di Dio; ci richiama al nostro fine e alla nostra vocazione vera: la santità, cui tutti siamo chiamati non attraverso opere straordinarie, ma con il compimento fedele della grazia del battesimo.

 

Qual è il significato di questa festa?

Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’ eredità della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore. I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione. Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze. Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’ amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’ amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro. È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.

 

 

Cosa dice il Martirologio Romano?

Con la Solennità di tutti i Santi uniti con Cristo nella gloria in un unico giubilo di festa la Chiesa ancora pellegrina sulla terra venera la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria davanti alla maestà divina nei secoli eterni.

 

 

Cos'è la comunione dei santi?

«La nostra partecipazione alla redenzione del Cristo», ha scritto don Divo Barsotti, «implica una partecipazione all'uomo della vita divina, di una grazia però che non è un bene esclusivo e non lo diviene mai, ma tanto più si partecipa quanto più anche diviene comune. Ora, proprio per questo motivo, la comunione delle cose sante diviene naturalmente e necessariamente la Comunione dei santi. Se la grazia di Dio non si comunica all'uomo che aprendo l'uomo ad una universale comunione, ne viene precisamente che, quanto più l'uomo partecipa di questi doni divini, tanto più anche comunica con gli altri uomini, vive una comunione di amore con tutti quelli che partecipano ai medesimi beni. Per la carità di Dio l'uomo non si apre soltanto a Dio, non entra in comunione soltanto con la divinità, ma acquista una sua trasparenza onde l'anima può comunicare con tutte le altre anime, può vivere un rapporto di amore anche con tutti i fratelli. Il peccato ci ha divisi, ci ha opposti gli uni agli altri e ci ha separati, ci ha reso opachi, impenetrabili all'amore; la grazia invece ci dona questa nuova trasparenza, ci dona questa nuova possibilità di comunione di amore. Ed è questo precisamente allora l'effetto della grazia divina: che cioè noi viviamo la vita di tutti e tutti vivono della nostra medesima vita; non c'è più nulla di proprio che non sia, anche qui, di tutti. Quanto più noi siamo ricchi e partecipiamo agli altri i nostri beni, tanto più dell'altrui bene noi viviamo. Un santo tanto più è santo quanto più è privo di ogni difesa nel suo amore, quanto meno è chiuso nella sua ricchezza».

 

 

Cosa dice il Catechismo della Chiesa cattolica sulla comunione dei santi?

La comunione dei santi è precisamente la Chiesa. Ecco cosa dice: «Poiché tutti i credenti formano un solo corpo, il bene degli uni è comunicato agli altri. [...] Allo stesso modo bisogna credere che esista una comunione di beni nella Chiesa. Ma il membro più importante è Cristo, poiché è il Capo. [...] Pertanto, il bene di Cristo è comunicato a tutte le membra; ciò avviene mediante i sacramenti della Chiesa». 

«L'unità dello Spirito, da cui la Chiesa è animata e retta, fa sì che tutto quanto essa possiede sia comune a tutti coloro che vi appartengono».

Il termine « comunione dei santi » ha pertanto due significati, strettamente legati: «comunione alle cose sante (sancta) e «comunione tra le persone sante (sancti)». «Sancta sanctis!» – le cose sante ai santi – viene proclamato dal celebrante nella maggior parte delle liturgie orientali, al momento dell'elevazione dei santi Doni, prima della distribuzione della Comunione. I fedeli (sancti) vengono nutriti del Corpo e del Sangue di Cristo (sancta) per crescere nella comunione dello Spirito Santo e comunicarla al mondo.  

Stefano Callegaro

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