Parola & parole per risorgere

Tornano anche nella Quaresima 2022 i videomessaggi di riflessione Parola & parole per Ri-sorgere. Ogni venerdì di Quaresima, a partire dal 4 marzo, verrà proposta una pillola di riflessione che avrà riferimenti ai verbi che accompagnano la proposta della Quaresima di fraternità; nell’ordine: dubitare, completare, intercedere, custodire, camminare.

Una breve meditazione che intreccia la Parola con le parole e la vita, accompagnati da suor Nicole Francescato delle Dimesse di Padova. Il videomessaggio sarà diffuso attraverso i canali social della Diocesi di Padova e sul tg dell’emittente Telenuovo, ai canali 11 (ore 19.30) e 117 (ore 20.30) del digitale terrestre.

Stefano Callegaro

Leggi di più

Incontro con P.Lorenzo

In occasione della festività di San Gabriele, copatrono di Bovolenta, è stata organizzata per giovedì alle ore 21 una videoconferenza con P. Lorenzo Mazzocante, confratello dei padri passionisti del Santuario di Isola del Gran Sasso.

La riflessione vertirà sulla gioia del servizio

Sarà possibile partecipare alla conferenza in patronato.

Per chi non potesse recarsi in patronato sarà possibile pertecipare tramite l'applicazione di Google Meet cliccando in questo link

https://meet.google.com/pje-odyc-mpd

Stefano Callegaro

Leggi di più

Giornata del Ricordo 2022

In occasione della Giornata del Ricordo 2022, l'associazione Combattenti e Reduci - sezione di Bovolenta, in collaborazione con la parrocchia e l'istituto comprensivo di Casalserugo, vi invitano al mimo di "Oleg, racconto della shoah".

L'evento sarà domenica 20 febbraio ore 17:30 in Centro Parrocchiale.

L'ingresso è libero tramite prenotazione via whatsapp al numero 348 1383201

L'evento si terrà nel rispetto della vigente normativa anti COVID19 e l'accesso sarà consentito con GREEN PASS rafforzato per i maggiori di 12 anni.

Di seguito la locandina dell'evento

Stefano Callegaro

Leggi di più

Festa di San Gabriele 2022

In occasione della festività di San Gabriele, copatrono dela nostra comunità, la parrocchia propone le celebrazioni del triduo in preparazione alla festività e degli incontri pensati per giovani ed adulti.

In allegato la locandina con tutti gli orari

Stefano Callegaro

Leggi di più

Attività gruppo giovani

Di seguito una locnadina per tre attività / eventi dedicate ai giovani della parrocchia.

I tre incontri vertiranno su punti diversi e vedranno la collaborazione di

  • Angelica- venerdì 11 febbraio ore 20
  • Nicola - venerdì 18 febbraio ore 20
  • Andrea - venerdì 25 febraio ore 20

Stefano Callegaro

Leggi di più

Festa della Candelora

Mercoledì 2 febbraio si celebrerà la presentazione al tempio di Gesù, detta anche "Festa della Candelora".

Ci saranno due celebrazioni: alle 16 e alle 20,30, ambedue con la benedizione delle candeline. Alla celebrazione della sera sono invitati in modo particolare tute le persone che in qualche modo fanno servizio di volontariato in Parrocchia: dal Consiglio Pastorale ai ministranti (chierichetti). Sarà un modo per riconoscerci tutti egualmente membra dello stesso corpo di Cristo.

Di seguito un articolo scritto da Antonella Palermo per Vatican News

Presentazione di Gesù al Tempio. Attendere e riconoscere la luce nuova

Oggi, quaranta giorni dopo il Natale, è la festa della Presentazione del Signore al tempio, che celebra l’incontro luminoso tra Gesù e l’umanità che lo attende. Nel riconoscimento del Messia da parte di Simeone e Anna, la conferma di una tenacia e di una ostinazione, nonostante la fragilità, che vincono su tristezze e desolazione

Secondo le prescrizioni dell’Antico Testamento, riguardo alla purezza cultuale (Lv 12,1-8), una donna era impura dopo il parto di un bambino per quaranta giorni e doveva offrire al tempio, come sacrificio di espiazione, un agnello e una giovane colomba; se era povera, due giovani colombe. Anche Gesù fu presentato da Maria e Giuseppe al tempio per essere riscattato, per la cerimonia di purificazione: a Dio, da cui proviene ogni cosa, si doveva ogni primizia, tra cui il primo figlio maschio. Simeone è il vero israelita, giusto e pio, guidato dallo Spirito (come i profeti), in attesa del Messia. Anna è l'anziana profetessa che dedica la sua vedovanza al Signore (vero sposo), servendolo con digiuni e preghiere, notte e giorno. Ogni giorno i due anziani accolgono bambini diversi, per compiere il rito. Quando si presentano davanti a loro i genitori di Gesù, vedono nel loro Bambino il Signore annunciato per secoli, la "luce per illuminare le genti".

I miei occhi hanno visto la tua salvezza

Anna era rimasta vedova molto giovane. Simeone per una vita intera aspettava la consolazione di Israele, dopo averne condiviso il dolore e la desolazione. I loro occhi sarebbero potuti essere oscurati da sofferenza, solitudine, rassegnazione, stanchezza. Avrebbero potuto rivolgersi altrove, si sarebbero potuti spegnere, limitandosi a vedere solo da vicino. Invece, Simeone e Anna hanno saputo attendere per una vita intera. Nel racconto del Vangelo di Luca il cantico di Simeone sprigiona un rigurgito di luce dalla profonda umanità di un uomo che viene dato per molto anziano, ma che ha l'occhio vivo perché si è lasciato attrarre. Nel tempio c'erano ogni giorno tante persone e dottori della Legge, che si avvicendavano tra preghiere e liturgie. Eppure, solo Simeone e Anna hanno avuto lo sguardo capace di vedere oltre, non accecato dall’abitudine e dall’indifferenza, occhi che non smettono di cercare e di sognare.

Il Cantico di Simeone

Nel tempio, mentre Gesù si offriva a suo Padre, si abbandonava nelle mani degli uomini. E' il doppio movimento dell’incarnazione: il Figlio entra nel mondo per essere perfetto adoratore del Padre e per rispondere alle attese degli uomini. Simeone prese Gesù dalle braccia di Maria nelle sue, benedisse Dio e disse il “Nunc dimittis”, inno che si può paragonare ai più bei salmi e che si prega ogni giorno nell’ufficio della sera, a Compieta, sin dal quinto secolo. Ora, Simeone può morire in pace, poichè ha visto il segno promesso, che è la salvezza per tutti i popoli e per Israele. Sazio di vita e di gioia può ora affidarsi pienamente a Dio sapendo che la sua vita ha senso. Nell'inno aggiunge: "Egli è qui per la caduta e la resurrezione di molti e come segno di contraddizione". Cristo fa cadere i nostri piccoli o grandi idoli, le maschere e le bugie, contraddice la quieta mediocrità, le immagini false di Dio. Come ricorda il padre Ermes Ronchi, è la risurrezione della nobiltà che è in ogni uomo, anche il più perduto e disperato.

La luce del mondo

Nello stesso giorno in cui si celebra la festa della Presentazione al tempio, dal quarto secolo si festeggia la Candelora. La processione, che la liturgia di questo giorno si manifesta con le candele accese, ricorda proprio le parole con cui Simeone indica il Messia: “luce per illuminare le nazioni”. La parola greca è apokalupsis: suggerisce lo staccare un velo che nasconde la luce. L'uomo, rivolgendosi direttamente a Maria, svela l’accoglienza che sarà fatta al Signore: è destinato ad essere occasione di caduta e di rialzo in Israele, si sarà per lui o contro di lui; sarà accettato dagli uni e rigettato dagli altri. Anna venne presso la santa famiglia, e come Simeone, come se avesse udito le sue parole, si mise a lodare Dio e a parlare del bambino a tutti quelli che aspettavano la liberazione di Gerusalemme.

Simeone e Anna, anziani gioiosi

Il tempo della vecchiaia non è un naufragio, una disgrazia, una iattura. Simeone e Anna ne sono stati i testimoni, non chiudendo gli occhi sulla loro debolezza, sull’affievolirsi delle forze, ma in quel Bambino trovando una nuova compagnia, energia. Simeone, dopo aver preso tra le sue braccia il Bambino, poté cantare il Nunc dimittis non con la tristezza di chi aveva sprecato la vita e non sapeva cosa sarebbe accaduto di lui.

Pregare per la vita consacrata nel giorno della Candelora

Simeone e Anna sono persone dell'incontro, della profezia, della fraternità, del servizio. Sono coloro che accolgono tra le loro braccia, con intimità e affetto, il Signore e benedicono Dio lasciando che parli per mezzo loro e della loro vita. Nell'intenzione di accostare la Giornata per la Vita consacrata alla festa della Presentazione di Gesù al tempio, si può scorgere l'attesa di lasciarsi avvolgere dalla luce nuova che prepara alla Pasqua, nel riconoscimento delle meraviglie operate da Dio. Suggerisce l'atteggiamento di vigilanza, del mantenere la luce accesa e far vedere che esiste la possibilità, sempre. Essere noi stessi luce, fiaccole nel quotidiano agire. Ciò che è chiamato a fare il consacrato e la consacrata, ma in fondo, ciascuno di noi, che è sacro agli occhi di Dio. I ceri accesi sono il segno della bellezza e del valore della vita consacrata come riflesso della luce di Cristo; un segno che richiama l’ingresso di Maria nel Tempio: la vergine, la consacrata per eccellenza, portava in braccio la Luce stessa, il Verbo incarnato.

Celebrare la vita al tempo della pandemia

In questo tempo buio in cui si fa fatica a scorgere una luce e ci sentiamo tutti precari e fragili, la festa della Presentazione al tempio ci fa riscoprire la tenacia e l'ostinazione di Simeone. Dio viene ogni giorno nel tempio della nostra vita e della nostra storia. Si fa prendere in braccio e ci chiede di avere gli occhi luminosi di Simeone, di Anna e dei profeti. Nella nostalgia degli abbracci dati e ricevuti, manteniamoci sentinelle attente, con la sana inquietudine di chi spera, non invano, nel Signore.

Stefano Callegaro

Leggi di più