Giornata diocesana per la custodia del Creato

Stefano Callegaro

Sono due gli appuntamenti che coinvolgono la Chiesa di Padova per celebrare a livello diocesano la Giornata per la custodia del Creato (fissata al 1° settembre nel calendario della Chiesa italiana e declinata tra settembre e ottobre a Padova), che quest’anno ha come tema:“Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà”.

Il primo incontro è organizzato dal Consiglio delle chiese cristiane di Padova ed è un momento di preghiera e incontro ecumenico, animato dal  coro Shalom di Montegrotto Terme, che si terrà sabato 26 settembre a partire dalle ore 15.30 all’abbazia di Praglia.  Una scelta logistica non casuale, spiega sulla pagine del settimanale diocesano La Difesa del popolo il neo direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, don Enrico Luigi Piccolo: «la sensibilità benedettina colloca i monasteri in un contesto naturale e in continuo dialogo con l’ambiente circostante, vedendolo come parte della Creazione. Praglia ha intorno a sé i campi coltivati e alle spalle i colli Euganei, ambiente naturale e antropico che vivono in sinergia». «Ecologia ed ecumenismo hanno la medesima origine: l’ecologia pone l’attenzione sulla casa comune da un punto di vista del Creato, l’ecumenismo sulla casa comune dal punto di vista della fede. È merito del dialogo ecumenico l’aver portato all’attenzione delle Chiese le problematiche della casa comune».

Il secondo appuntamento è invece per domenica 4 ottobre, con la GIORNATA DIOCESANA PER LA CUSTODIA DEL CREATO che si vivrà anch’essa sui colli Euganei. Promossa dall’Ufficio diocesano di Pastorale sociale, del lavoro e della salvaguardia del Creato insieme all’Ufficio diocesano per l’Annuncio e la Catechesi e  all’ufficio di Pastorale della Famiglia, sarà una giornata dedicata a tutte le età con attività e occasioni per piccoli e grandi nell’obiettivo di ritrovare la sapienza per vivere felici in una relazione d’armonia con il creato, di equità tra fratelli e d’amore gratuito con Dio, così come richiama il tema della giornata “Vivere in questo mondo con SOBRIETÀ, con GIUSTIZIA e con PIETÀ“.

Una giornata di immersione nella natura con occasioni per bambini e ragazzi; laboratori con i catechisti e gli animatori della cooperativa Terra di mezzo; passeggiata nella spiritualità del creato accompagnati da guide naturalistiche volontari e del Gal patavino; degustazione di prodotti locali a cura della Coldiretti; pranzo al sacco nell’anfiteatro del Venda e infine concerto con Amazing Gospel Choir e celebrazione eucaristica conclusiva.

La partenza è prevista alle ore 10 dalla chiesa di Faedo lungo un percorso che porterà all’anfiteatro del Venda dove ci sarà la degustazione dei prodotti della Coldiretti e il pranzo al sacco, quindi il concerto e la celebrazione eucaristica alle 15.30, presieduta da don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con il territorio.

Le iscrizioni si raccolgono entro martedì 29 settembre tramite il modulo disponibile all’indirizzo:

http://www.pastoralesociale.diocesipadova.it/2020/09/07/giornata-diocesana-per-la-custodia-del-creato/

Scritto da Stefano Callegaro
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Notizie principali:

Errata corrige bollettino

La Santa Messa di sabato 7 agosto è alle ore 18 e non 19 come riportato nel bollettino settimanale.

Stefano Callegaro

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ULTIMO APPUNTAMENTO A.C.R. CI PIACE GIOCARE

Siamo ormai giunti alla fine di questi appuntamenti estivi con i ragazzi perciò vi inviatiamo per l'ultima volta a partecipare per divertirci assieme.

In caso di bel tempo saranno previsti per tutti GIOCHI CON L'ACQUA perciò vi ricordiamo di portare il necessario per il cambio e, per chi ce l'ha, la pistola ad acqua.

In caso di brutto tempo si terranno comunque giochi al coperto.

Le date dell'ultimo appuntamento sono:

Mercoledì 4 ore 16.15:

I - IV elementare

Giovedì 5 ore 16.15:

V elementare- III media
 

COME FARE PER ISCRIVERSI:

  1. è necessario loggarsi nel sito della parrocchia (cliccando su "Area Riservata"). Per chi non è ancora iscritto, sempre cliccando su "Area riservata" avrà la possibilità di iscriversi.

  2. Aggiungere il proprio figlio/a ai membri della famiglia

  3. Compilare il modulo di registrazione online ed il "patto di corresponsabilità" 

  4. Dopo essersi loggati andare sulla voce menù "Opzioni Profilo"  e poi "Famiglia". Cliccare su "dettagli, vedi" e infine aggiungerlo all'evento e salvare

  5. ad ogni incontro viene chiesta una quota d'iscrizione simbolica di 1€

 

Quest’anno non sono previsti gruppi a numeri chiusi perciò vi aspettiamo numerosi con la vostra mascherina sempre a portata di… bocca!

gli animatori

Anna Callegaro

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Perdono d'Assisi

Di seguito un articole della Famiglia Cristiana del 01*08/2020 sul Perdono d'Assisi.

La maestosa Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, costruita su interessamento di S. Pio V a partire dal 1569 e che sorge a circa quattro chilometri da Assisi, racchiude tra le sue mura l’ antica cappella della Porziuncola, legata alla memoria di San Francesco d’ Assisi. Oggi sulla sua facciata c'è un affresco raffigurante l’ istituzione del Perdono di Assisi, opera di G. F. Overbek di Lubecca (1829-1830), il quale ha così voluto decorare quell’ insigne luogo.

Come nasce il "PERDONO D'ASSISI"?

Proprio alla Porziuncola il Santo d’ Assisi ebbe la divina ispirazione di chiedere al papa l’ indulgenza che fu poi detta, appunto, “della Porziuncola o Grande Perdono”, la cui festa si celebra il 2 agosto.

È il diploma di fr. Teobaldo, vescovo di Assisi, uno dei documenti più diffusi, a riferirlo. S. Francesco, in una imprecisata notte del luglio 1216, mentre se ne stava in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, vide all’ improvviso uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti dell’ umile chiesa. Seduti in trono, circondati da uno stuolo di angeli, apparvero, in una luce sfavillante, Gesù e Maria. Il Redentore chiese al suo Servo quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. S. Francesco umilmente rispose: “Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro tormenti, il perdono delle colpe commesse”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

 

 

LA RICHIESTA A PAPA ONORIO III

Alle prime luci dell’ alba, quindi, Francesco, prendendo con sé solo frate Masseo di Marignano, si diresse verso Perugia, dove allora si trovava il Papa. Sedeva sul soglio di Pietro, dopo la morte del grande Innocenzo III, papa Onorio III, uomo anziano ma molto buono e pio, che aveva dato ciò che aveva ai poveri. Il Pontefice, ascoltato il racconto della visione dalla bocca del Poverello di Assisi, chiese per quanti anni domandasse quest’ indulgenza. Francesco rispose che egli chiedeva “non anni, ma anime” e che voleva “che chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo infino al dì e all’ ora ch’ entrerà nella detta chiesa”. Si trattava di una richiesta inusitata, visto che una tale indulgenza si era soliti concederla soltanto per coloro che prendevano la Croce per la liberazione del Santo Sepolcro, divenendo crociati.

Il Papa, infatti, fece notare al Poverello che “Non è usanza della corte romana accordare un’ indulgenza simile”. Francesco ribatté: “Quello che io domando, non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo”. Nonostante, quindi, l’ opposizione della Curia, il pontefice gli accordò quanto richiedeva (“Piace a Noi che tu l’ abbia”). Sul punto di accomiatarsi, il Pontefice chiese a Francesco – felice per la concessione ottenuta – dove andasse “senza un documento” che attestasse quanto ottenuto. “Santo Padre, - rispose il Santo - a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. L’ indulgenza fu ottenuta, quindi, “vivae vocis oraculo”.

 

 

QUANDO VENNE ISTITUITA UFFICIALMENTE?

Il 2 agosto 1216, dinanzi una grande folla, S. Francesco, alla presenza dei vescovi dell’ Umbria con l’ animo colmo di gioia, promulgò il Grande Perdono, per ogni anno, in quella data, per chi, pellegrino e pentito, avesse varcato le soglie del tempietto francescano. Nel 1279, il frate Pietro di Giovanni Olivi scriveva che “essa indulgenza è di grande utilità al popolo che è spinto così alla confessione, contrizione ed emendazione dei peccati, proprio nel luogo dove, attraverso san Francesco e Santa Chiara, fu rivelato lo stato di vita evangelica adatto a questi tempi”.

 

 

A quali condizioni si può ottenere l'indulgenza?

  • Ricevere l’ assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, celebrata nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio;
  • partecipare alla Messa e alla Comunione eucaristica nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;
  • visitare la chiesa della Porziuncola dove si deve rinnovare la professione di fede, mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana, e recitare il Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
  • recitare una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. Normalmente si recita un Pater, un’ Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Papa.

 

 

In quali giorni si può ottenere il "Perdono d'Assisi"?

Nel santuario della Porziuncola, ad Assisi, grazie anche ad uno speciale decreto della Penitenzeria Apostolica datato 15 luglio 1988 (Portiuncolae sacrae aedes) si può lucrare l'indulgenza, per sé o per i propri defunti,alle medesime condizioni, durante tutto l'anno, una sola volta al giorno.

Mentre in tutte le chiese parrocchiali e le chiese francescane sparse nel mondo si può lucrare dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno.

 

 

Cos'è l'indulgenza?

Nel Catechismo della Chiesa cattolica (nn. 1478-9) si legge: «L’ indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità [Cfr. Paolo VI, Cost. ap. Indulgentiarum doctrina, 8; Concilio di Trento: DS 1835].

Poiché i fedeli defunti in via di purificazione sono anch’ essi membri della medesima comunione dei santi, noi possiamo aiutarli, tra l’ altro, ottenendo per loro delle indulgenze, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati. Mediante le indulgenze i fedeli possono ottenere per se stessi, e anche per le anime del Purgatorio, la remissione delle pene temporali, conseguenze dei peccati. (CCC 1498)»

 

Stefano Callegaro

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