Rapporto annuale 2020

Stefano Callegaro

È stato pubblicato in questi giorni il Rapporto annuale (Bilancio) della Chiesa di Padova relativo all’anno 2020 che è disponibile all’indirizzo https://www.diocesipadova.it/wp-content/uploads/2021/11/Rapporto-annuale-2020.pdf

Il Rapporto annuale è anche a tema degli incontri zonali per i Consigli parrocchiali per la Gestione economica che sono iniziati in questi giorni e proseguiranno per tutto il mese di novembre.

Giunto alla sesta edizione il Rapporto annuale, per la terza volta certificato dalla PricewaterhouseCoopers SpA, ha quest’anno come filo conduttore il tema «Esci dalla tua terra», ricordando la chiamata di Abramo a uscire dalla sua terra verso una nuova terra indicata dal Signore. È il brano evangelico che fa da riferimento per quest’anno pastorale di preparazione alla celebrazione del Sinodo diocesano, che invita a “camminare insieme”, ma anche a disegnare i contorni della Chiesa del futuro, che chiede e chiederà scelte e cambiamenti. «La stessa radice che compone la parola “sinodo” (cammino insieme) – ricorda il vescovo Claudio Cipolla nella presentazione al fascicolo – è presente nella parola “esodo” (cammino in uscita), che richiama il movimento di uscire da consuetudini acquisite, di partire per nuove strade e, inevitabilmente, anche di lasciare spazi. Esodo è condizione per rendere possibile il sinodo!». Un esodo dalle consuetudini, un esodo che porta a nuove terre benedette dal Signore. «Nell’attuale situazione – conclude il vescovo Cipolla – il nostro corpo ecclesiale non ha e non può trovare le condizioni sufficienti di libertà e di fruttuosità che sono necessarie per la sua missione», ecco che «nasce una nuova chiamata: è un’occasione, una grazia che ci sta attendendo. Richiede che anche la parte storica, strutturale, gestionale – come Abramo – “esca dalla sua terra e vada verso il paese che Egli indicherà”».

La direzione la rilancia il vicario episcopale per i beni temporali don Gabriele Pipinato nella Relazione di missione: «Oggi la nostra Chiesa è chiamata a salire il suo monte Moria per sacrificare alcune delle cose che ha tanto amato: la difficoltà è immensa perché possiamo solo affidarci alla chiamata di Dio e ai nostri passi deboli e incerti […] Quando la salita si fa ripida e sembra di non potercela fare, proprio allora inizia il tempo della fede nel Dio che non può mancare di prendersi cura dei suoi figli, ma anche il tempo della solidarietà tra coloro che sono insieme nel cammino: possiamo lasciare perdere tanti progetti e iniziative, ma vogliamo tenerci stretta la speranza perché nessuno può rubarci il tesoro del Vangelo e la grazia dei sacramenti. Nessuno».

L’anno 2020 è stato l’anno dell’inizio pandemia da Covid-19 con chiusure e restrizioni che hanno pesato sulle attività dell’ente Diocesi, degli enti collegati e delle parrocchie. Significativi sono i rendiconto di esercizio delle parrocchie che nell’anno della pandemia hanno visto quasi dimezzate le entrate complessive (dai quasi 54 milioni del 2019, relativi a 436 parrocchie, ai poco più di 30 milioni di 415 parrocchie nel 2020) e così pure le uscite (dai 47 milioni del 2019 ai 28 del 2020). E naturalmente le voci che più hanno risentito del lockdown sono state le offerte domenicali e le sagre. Inoltre sono diminuiti notevolmente anche nel 2020 gli investimenti nella gestione straordinaria.

Il rendiconto gestionale 2020 dell’ente Diocesi si chiude con un totale di proventi pari a 10.465.247 euro a fronte di 10.905.647 euro di costi, con un disavanzo di 440.401 euro.

Per quanto riguarda le assegnazioni dell’8 per mille, sono stati destinati 1.619.357 euro a interventi caritativi; 1.701.756 a esigenze di culto e pastorale; 435.350 euro per il restauro di beni culturali.

Numeri che pongono domande sulla Chiesa del dopo pandemia ma che certificano un impegno caritativo che non lascia il passo: «Leggendo il bilancio dell’anno 2020 – scrive il vescovo Claudio Cipollasiamo ancora una volta contenti per l’impegno profuso in ordine alla testimonianza della carità a sostegno sia delle povertà del nostro territorio (38 milioni)* sia delle povertà di altri paesi del mondo (48 milioni)**. La carità nel bilancio consolidato della nostra Diocesi copre l’80 per cento dei costi economici. Questa generosità parla di Vangelo e di valori che da esso scaturiscono. Emerge come la nostra sensibilità e cultura si manifestino nell’attenzione alle persone e alla loro dignità, anche quando sono fragili per età o per salute; nella promozione della giustizia e della solidarietà per tutti, in particolare per i più poveri».

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*Pari a 38.124.285 euro è il totale del conto economico dei dati aggregati degli enti caritativi che operano nel territorio (Associazione universale Sant’Antonio, Caritas, Adam onlus, Casa del fanciullo, Fondazione Nervo Pasini, Irpea, Opera Casa Famiglia, Opsa onlus). **Pari a 48.285.633 euro è il totale del conto economico delle realtà che operano nel mondo: Ufficio missionario e Medici con l’Africa Cuamm.

Scritto da Stefano Callegaro
Notizie principali:

Festa della Candelora

Mercoledì 2 febbraio si celebrerà la presentazione al tempio di Gesù, detta anche "Festa della Candelora".

Ci saranno due celebrazioni: alle 16 e alle 20,30, ambedue con la benedizione delle candeline. Alla celebrazione della sera sono invitati in modo particolare tute le persone che in qualche modo fanno servizio di volontariato in Parrocchia: dal Consiglio Pastorale ai ministranti (chierichetti). Sarà un modo per riconoscerci tutti egualmente membra dello stesso corpo di Cristo.

Di seguito un articolo scritto da Antonella Palermo per Vatican News

Presentazione di Gesù al Tempio. Attendere e riconoscere la luce nuova

Oggi, quaranta giorni dopo il Natale, è la festa della Presentazione del Signore al tempio, che celebra l’incontro luminoso tra Gesù e l’umanità che lo attende. Nel riconoscimento del Messia da parte di Simeone e Anna, la conferma di una tenacia e di una ostinazione, nonostante la fragilità, che vincono su tristezze e desolazione

Secondo le prescrizioni dell’Antico Testamento, riguardo alla purezza cultuale (Lv 12,1-8), una donna era impura dopo il parto di un bambino per quaranta giorni e doveva offrire al tempio, come sacrificio di espiazione, un agnello e una giovane colomba; se era povera, due giovani colombe. Anche Gesù fu presentato da Maria e Giuseppe al tempio per essere riscattato, per la cerimonia di purificazione: a Dio, da cui proviene ogni cosa, si doveva ogni primizia, tra cui il primo figlio maschio. Simeone è il vero israelita, giusto e pio, guidato dallo Spirito (come i profeti), in attesa del Messia. Anna è l'anziana profetessa che dedica la sua vedovanza al Signore (vero sposo), servendolo con digiuni e preghiere, notte e giorno. Ogni giorno i due anziani accolgono bambini diversi, per compiere il rito. Quando si presentano davanti a loro i genitori di Gesù, vedono nel loro Bambino il Signore annunciato per secoli, la "luce per illuminare le genti".

I miei occhi hanno visto la tua salvezza

Anna era rimasta vedova molto giovane. Simeone per una vita intera aspettava la consolazione di Israele, dopo averne condiviso il dolore e la desolazione. I loro occhi sarebbero potuti essere oscurati da sofferenza, solitudine, rassegnazione, stanchezza. Avrebbero potuto rivolgersi altrove, si sarebbero potuti spegnere, limitandosi a vedere solo da vicino. Invece, Simeone e Anna hanno saputo attendere per una vita intera. Nel racconto del Vangelo di Luca il cantico di Simeone sprigiona un rigurgito di luce dalla profonda umanità di un uomo che viene dato per molto anziano, ma che ha l'occhio vivo perché si è lasciato attrarre. Nel tempio c'erano ogni giorno tante persone e dottori della Legge, che si avvicendavano tra preghiere e liturgie. Eppure, solo Simeone e Anna hanno avuto lo sguardo capace di vedere oltre, non accecato dall’abitudine e dall’indifferenza, occhi che non smettono di cercare e di sognare.

Il Cantico di Simeone

Nel tempio, mentre Gesù si offriva a suo Padre, si abbandonava nelle mani degli uomini. E' il doppio movimento dell’incarnazione: il Figlio entra nel mondo per essere perfetto adoratore del Padre e per rispondere alle attese degli uomini. Simeone prese Gesù dalle braccia di Maria nelle sue, benedisse Dio e disse il “Nunc dimittis”, inno che si può paragonare ai più bei salmi e che si prega ogni giorno nell’ufficio della sera, a Compieta, sin dal quinto secolo. Ora, Simeone può morire in pace, poichè ha visto il segno promesso, che è la salvezza per tutti i popoli e per Israele. Sazio di vita e di gioia può ora affidarsi pienamente a Dio sapendo che la sua vita ha senso. Nell'inno aggiunge: "Egli è qui per la caduta e la resurrezione di molti e come segno di contraddizione". Cristo fa cadere i nostri piccoli o grandi idoli, le maschere e le bugie, contraddice la quieta mediocrità, le immagini false di Dio. Come ricorda il padre Ermes Ronchi, è la risurrezione della nobiltà che è in ogni uomo, anche il più perduto e disperato.

La luce del mondo

Nello stesso giorno in cui si celebra la festa della Presentazione al tempio, dal quarto secolo si festeggia la Candelora. La processione, che la liturgia di questo giorno si manifesta con le candele accese, ricorda proprio le parole con cui Simeone indica il Messia: “luce per illuminare le nazioni”. La parola greca è apokalupsis: suggerisce lo staccare un velo che nasconde la luce. L'uomo, rivolgendosi direttamente a Maria, svela l’accoglienza che sarà fatta al Signore: è destinato ad essere occasione di caduta e di rialzo in Israele, si sarà per lui o contro di lui; sarà accettato dagli uni e rigettato dagli altri. Anna venne presso la santa famiglia, e come Simeone, come se avesse udito le sue parole, si mise a lodare Dio e a parlare del bambino a tutti quelli che aspettavano la liberazione di Gerusalemme.

Simeone e Anna, anziani gioiosi

Il tempo della vecchiaia non è un naufragio, una disgrazia, una iattura. Simeone e Anna ne sono stati i testimoni, non chiudendo gli occhi sulla loro debolezza, sull’affievolirsi delle forze, ma in quel Bambino trovando una nuova compagnia, energia. Simeone, dopo aver preso tra le sue braccia il Bambino, poté cantare il Nunc dimittis non con la tristezza di chi aveva sprecato la vita e non sapeva cosa sarebbe accaduto di lui.

Pregare per la vita consacrata nel giorno della Candelora

Simeone e Anna sono persone dell'incontro, della profezia, della fraternità, del servizio. Sono coloro che accolgono tra le loro braccia, con intimità e affetto, il Signore e benedicono Dio lasciando che parli per mezzo loro e della loro vita. Nell'intenzione di accostare la Giornata per la Vita consacrata alla festa della Presentazione di Gesù al tempio, si può scorgere l'attesa di lasciarsi avvolgere dalla luce nuova che prepara alla Pasqua, nel riconoscimento delle meraviglie operate da Dio. Suggerisce l'atteggiamento di vigilanza, del mantenere la luce accesa e far vedere che esiste la possibilità, sempre. Essere noi stessi luce, fiaccole nel quotidiano agire. Ciò che è chiamato a fare il consacrato e la consacrata, ma in fondo, ciascuno di noi, che è sacro agli occhi di Dio. I ceri accesi sono il segno della bellezza e del valore della vita consacrata come riflesso della luce di Cristo; un segno che richiama l’ingresso di Maria nel Tempio: la vergine, la consacrata per eccellenza, portava in braccio la Luce stessa, il Verbo incarnato.

Celebrare la vita al tempo della pandemia

In questo tempo buio in cui si fa fatica a scorgere una luce e ci sentiamo tutti precari e fragili, la festa della Presentazione al tempio ci fa riscoprire la tenacia e l'ostinazione di Simeone. Dio viene ogni giorno nel tempio della nostra vita e della nostra storia. Si fa prendere in braccio e ci chiede di avere gli occhi luminosi di Simeone, di Anna e dei profeti. Nella nostalgia degli abbracci dati e ricevuti, manteniamoci sentinelle attente, con la sana inquietudine di chi spera, non invano, nel Signore.

Stefano Callegaro

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Giornata della Memoria 2022

Nell'immagine in allegato la comunicazione dell'Associazione Combattenti e Reduci di Bovolenta in merito alla Giornata della Memoria 2022.

Stefano Callegaro

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Marcia diocesana della Pace

Domenica 23 gennaio si svolgerà l'annuale "Marcia della Pace" diocesana, con partenza da Montagnana.

In questo link facebook è possibile trovare tutte le informazioni necessarie https://www.facebook.com/marciaperlapace

La marcia si svolgerà nel rispetto delle vigenti normative.

Stefano Callegaro

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