Auguri del vescovo Claudio per la Pasqua 2023

Stefano Callegaro

Siamo alla Pasqua di Risurrezione, la festa delle feste per noi cristiani. È un punto di riferimento stabile, sicuro, la roccia su cui scorre l’acqua della storia, che raccoglie avvenimenti belli e altri brutti.

La liturgia ogni anno, con ritmo incessante, presenta sempre uguale il mistero della passione, morte e risurrezione del nostro Signore Gesù. È il cuore della nostra fede che attraversa e intreccia lo scorrere della storia con i suoi cambiamenti, le sue evoluzioni.

La storia scorre, ma il Vangelo è lo stesso attraverso i secoli, anche se variano i contesti culturali e i luoghi in cui viene annunciato. E spetta a noi tornare alle sorgenti della nostra fede e dire in modo nuovo il Vangelo al mondo d’oggi. Questo è anche l’impegno del Sinodo diocesano che stiamo vivendo.

Oggi sono molti i motivi di preoccupazione: sentiamo ancora forte sulle nostre esistenze l’esperienza drammatica di una pandemia che ha investito il mondo intero; stiamo seguendo con apprensione la tragedia della guerra in Ucraina, con le sue conseguenze sul piano degli equilibri mondiali e la possibilità di evoluzioni catastrofiche. Una guerra che si affianca a tanti – troppi – conflitti e atrocità sparsi nel mondo. C’è poi il fenomeno delle migrazioni: migliaia e migliaia di persone che si spostano quotidianamente in cerca di una vita migliore – scappando da situazioni di sfruttamento, guerre, violenze – e affrontano viaggi rischiosi e insidiosi, per alcuni purtroppo con esiti fatali. Ci sono emergenze ambientali e questioni etiche che interpellano il nostro agire, le nostre scelte e il nostro cammino verso il futuro.

Ciascuno di noi ha poi le proprie fatiche e difficoltà che toccano le sfere della vita quotidiana: famiglia, lavoro, salute, relazioni…

In questo scorrere della storia e del tempo, la Pasqua di Risurrezione rimane stabile, il Vangelo che annuncia la Salvezza è lo stesso di sempre e ci ricorda che nelle difficoltà della nostra storia, noi ci affidiamo e ci appoggiamo sulla presenza del Signore, che è la nostra speranza e la nostra roccia di salvezza.

Una speranza vera, concreta, che non ci porta a disimpegnarci, ma ci invita ad avere il coraggio e l’energia per poter affrontare e combattere tutto ciò che rende poco dignitosa la vita degli uomini e delle donne di oggi, e per guardare a un futuro migliore.

Buona Pasqua a tutti voi, con l’augurio che nel ritmo del tempo, possiate trovare energia e forza da questo appuntamento stabile, che fedelmente ritorna ogni anno – la Pasqua – e possiate trasmettere e donare la speranza a quanti attorno a voi vivono fatiche e difficoltà.

Buona Pasqua a tutti.

+ Claudio Cipolla, vescovo

Scritto da Stefano Callegaro
Notizie principali:

Auguri di Buona Pasqua dal vescovo Claudio

Di seguito il messaggio di auguri di buona Pasqua dal Vescovo Claudio

AUGURI PASQUA 2025

In questo periodo ospitiamo al Museo diocesano di Padova una mostra molto interessante e
suggestiva: “Il Canova mai visto”. Il cuore della proposta è un monumento funebre in cui l’urna
cineraria è opera del famoso scultore veneto. In una tomba s’incontra la vita e la morte, o meglio,
per sottolineare il tema giubilare che ci accompagna quest’anno, s’incontrano la speranza e la
morte, perché come la nostra fede ci ricorda: la morte non è la fine di tutto, è l’inizio di una vita
nuova e racchiude la prospettiva della risurrezione che nella Pasqua riviviamo. Accanto alla tomba
c’è un cipresso: ci rammenta che la vita sboccia e perdura anche dove c’è la morte, che oltre il buio
c’è la luce.
È la luce della speranza, della fede, quella su cui possiamo contare nei momenti più difficili, nella
sofferenza, nelle difficoltà. La fede è un sostegno ancora più forte nel momento della paura, della
morte, delle preoccupazioni, dell’angoscia. E quante preoccupazioni viviamo oggi, a livello
mondiale, con le troppe guerre che non trovano soluzioni di pace – pensiamo solo a quelle più
vicine a noi, in Palestina, in Ucraina – e poi ci sono altri conflitti che si giocano con le armi
dell’economia, della tecnologia...
Come augurare buona Pasqua in un tale preoccupante scenario? Come augurare la Pasqua
laddove si combatte con il dolore, la malattia, la sofferenza?
Riconoscendo che c’è questa luce della speranza che viene accesa con la Pasqua e che ci permette
di osare ancora, di impegnarci a lottare per guarire se si è malati, o per tentare di risolvere i
conflitti e i problemi che quotidianamente ci affliggono.
La Pasqua ci ricorda che il Signore è Colui che sa illuminare la vita anche nei momenti più difficili e
bui, anche nel momento stesso della morte. Senza questa luce della speranza saremmo disperati.
Il mio augurio per questa Pasqua è proprio questo: che tutti voi siate raggiunti e vi lasciate
raggiungere dalla luce della speranza, consapevoli anche della forza di una comunità di cristiani: a
volte, infatti, le sofferenze sono così gravi, così pesanti che da soli non ci sentiamo in grado di
affrontarle, ed è proprio qui che diventa significativa l’appartenenza a una comunità, la vicinanza
di fratelli e sorelle con cui, insieme, possiamo osare di tener viva la fiamma della speranza. Tanto
più in quest’anno giubilare che ci vede tutti “pellegrini di speranza”.
Buona Pasqua.

+ Claudio Cipolla

Stefano Callegaro

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Viaggio in Brasile

Proposta viaggio sulle orme di Don Ruggero Ruvoletto a 15 anni dalla sua morte.

 

Stefano Callegaro

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A pranzo in compagnia

Domenica 30 marzo ore 12:30 siete invitati ad un pranzo in compagnia presso il patronato.

Per le iscrizioni contattare telefonicamente Anna Destro (340 0015254) o Miriam Rosa (333 5454493) entro domenica 23 marzo.

COSTO € 22,00
Bambini e Ragazzi
fino a 14 anni € 15,00
(acconto € 10,00)

In allegato la locandina

Stefano Callegaro

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